Deep Skills-Allenare il cervello per gestire con successo i cambiamenti

Deep Skills: praticare le abilità profonde per allenare il cervello ad affrontare con successo tutti cambiamenti frequenti improvvisi e importanti che si presentano nella vita.

Apprendere l’arte di come convivere con i cambiamenti imposti, in situazioni di incertezza e instabili mantenendo elevata la capacità di provare sentimenti di speranza, alti livelli di fiducia in se stessi e un senso elevato di integrità personale è possibile allenando la funzionalità cerebrale

Donato ha bisogno di ritrovare il suo equilibrio psicofisico perché ha scelto di assumersi una responsabilità aziendale importante e questo lo sta tenendo sveglio di notte, troppe cose da fare, ma soprattutto tanti cambiamenti nella gestione del suo lavoro. Eppure la sua è stata una scelta desiderata da tempo e continua ad esserne fiero. Ora sta sbloccando risorse emotive che erano inutilizzate.

Coltivare le abilità profonde è lo scopo dei colloqui di psicoterapia del benessere. Le nuove esperienze e nuovi apprendimenti elaborati durante le sessioni di psicoterapia vengono registrate nelle reti neurali che formano il cervello e ne migliorano la funzionalità.

Luca ha dovuto da poco cambiare mansione, la sua azienda ho introdotto un sistema di intelligenza artificiale che svolge meglio e in più breve tempo il suo lavoro. Che dire: mortificante e faticoso. Luca ha intrapreso un percorso di psicoterapia proprio per capire come affrontare questo tsunami nella sua vita e grazie al suo impegno sta esplorando le sue potenzialità

E poi come se non bastasse è arrivata la pandemia che ha sconvolto abitudini consolidate. Tutti i cambiamenti, voluti e non, possono diventare occasioni di crescita!

Il nostro “mindset” va rivisitato, non possiamo più raccontarci di una “stabilità ritrovata”, di sperare che basta resistere e sperare in un ritorno alla normalità. In realtà noi viviamo in un mondo volatile, incerto e soprattutto il cambiamento è la normalità. La realtà che ci circonda è un susseguirsi di alti e bassi a volte con ampiezza moderata, a volte con ampiezza importante. Uscire dall’idea mentale di “normalità” ci rende aperti al cambiamento.

Gestire con successo ed efficacia la volatilità costante generata da cambiamenti improvvisi, voluti e non, richiede di prendersi cura, di coltivare le nostre deep skills. Ecco uno specchietto riassuntivo:

Tabella riassunitva della abilità profonde che migliorano la funzionalità del cervello

E’ importante coltivare comportamenti e atteggiamenti che con il passare del tempo modificano al meglio la connettività neurale se non vogliamo che gli eventi a volatilità negativa plasmino essi, in modo disfunzionale, i nostri cervelli. La plasticità neurale è la capacità del cervello di essere modificato, sia durante lo sviluppo che da adulto, dall’esperienza e dall’ambiente (Lazzerini et al., 2015). Questa evidenza, dagli studi degli anni novanta di Kandel[1] (1999) in poi, orienta da tempo gli sviluppi delle neuroscienze che danno conferma circa l’efficacia della psicoterapia come strumento per rimodulare in modo positivo la funzionalità della connettività neurale del cervello.

L’evento pandemico così improvviso e imprevisto, con un impatto incontrollabile e ad alto grado di pericolosità per la vita fisica e organizzativa ha mostrato la necessità di riconquistare nuovi approcci alla vita fondati sulle deep skills.

Le deep skills o capacità profonde sono atteggiamenti e abilità necessarie per affrontare i cambiamenti imposti perchè ci permettono di fronteggiare situazioni instabili, incerte, impreviste e fuori dal nostro controllo imparando a conviverci. Con il passare del tempo questi atteggiamenti, questi modi di gestire le situazioni inaspettate modificano il funzionamento del nostro cervello rendendoci psicologicamente “più forti”.

Se non affrontiamo con consapevolezza l’impatto psicologico che hanno su di noi i turbamenti esistenziali, le paure e le angosce causate dal protrarsi nel tempo dei cambiamenti, come in questo caso il protrarsi dell’incertezza causata dalla pandemia, rischiamo che il nostro cervello subisca modificazioni in negativo della sua funzionalità neurale indebolendo le nostre strategie di reazione e di recupero del nostro benessere psicologico. Si indebolisce anche la nostra capacità di gestire il presentarsi di situazioni instabili nel futuro.

Quali effetti sul nostro cervello?

I numerosi fattori “esistenziali” a cui ci sottopongono gli eventi destabilizzanti causati dalla pandemia, come imprevedibilità e incontrollabilità, paura della morte, isolamento, cambiamenti di vita radicali, perdita dei riferimenti lavorativi e organizzativi che per anni hanno caratterizzato l’ordine mentale, rischio di contagio, distanziamento da parenti e amici, lontananza dalle persone care  gravemente ammalate, lutti vissuti a distanza, incertezza circa il futuro con attesa costante di una idea di ritorno alla “normalità” che non si sa se arriverà mai, perdita o procrastinazione di progetti,  bombardamento di notizie negative, tutto questo sta riplasmando in negativo la nostra connettività cerebrale e ciò incide sulla nostra capacità di valutazione e gestione della realtà che ci circonda.

Queste evidenze costituiscono le basi per l’insorgenza di sindromi complesse come il PTSD, il disturbo post-traumatico da stress.

Quali sono dunque le deep skills rimodulate durante le sessioni di psicoterapia orientata al benessere?

  1. Allenamento delle deep skills empatiche fondate sullo sviluppo di atteggiamenti compassionevoli verso se stessi e gli altri e sull’ amore di sé e verso gli altri attraverso azioni di solidarietà. Abbiamo bisogno di provare serenità, pace e calma interiore, sensazione di sicurezza anche in situazioni di turbolenza perché solo così possiamo coltivare il pensiero creativo ed esplorativo. Saper stare in relazione positiva con gli altri, potenziare l’ascolto profondo di se stessi e degli altri, sono strategie positive che, con il tempo, avranno effetti positivi sulla nostra connettività neurale da cui dipende la percezione del mondo la nostra reazione ad esso.

Le capacità empatiche riattivano il sistema calmante dell’appagamento[1] necessario per alleviare e calmare lo stato di sofferenza mediante emozioni di conforto e di sicurezza che operano attraverso la produzione di endorfine. L’ormone della ossitocina è connesso alla nostra sensazione di sicurezza sociale e insieme alle endorfine è responsabile dell’emozione di benessere che ne deriva dal sentirsi amati, desiderati e al sicuro con gli altri. La condizione di “sensazione di sicurezza” è uno stato in cui ci sentiamo appagati della realtà per come è, siamo in pace con noi stessi. La sensazione di calma e sicurezza non è passiva o fiacca, al contrario è uno stato in cui la connettività neurale è lasciata libera di spaziare verso nuovi orizzonti culturali, la produzione di pensieri e idee creative aumenta, le capacità innovative e di adattamento creativo si attivano in modo esponenziale. Siamo in grado di ascoltare in profondità i nostri desideri più profondi e a prenderci cura degli stessi. Tentiamo di provare sensazioni di sicurezza prendendo vari tipi di psicofarmaci ma che non sviluppano le nostre deep skills. Gli psicofarmaci riducono il sintomo, ma non curano la causa. Per attivare il sistema di cura e di appagamento è in alcuni casi di grande “stress” il supporto psicoterapeutico per rinforzare atteggiamenti compassionevoli verso sé e gli altri e per nutrire il senso di amore di sé in modo da ri-orientarsi verso relazioni positive e reciprocamente appaganti, lasciando andare  relazioni frustranti e impoverenti con persone rigide e incapaci di simili deep skills. Sviluppare abilità di meditazione e contemplazione con relativa elaborazione psicologica dei blocchi emotivi e delle tensioni corporee aiuta a sostenere la calma e la pace interiori così da aprirsi con curiosità e creatività verso il nuovo.

  • Allenamento delle deep skills realizzative caratterizzate dal provare eccitazione, interesse e piacere verso tutto ciò che è necessario  per la nostra vita e che ci fa sentire realizzati.  Queste deep skills ci permettono di ricercare attivamente la realizzazione di noi stessi attraverso la ricerca di lavori, espressioni artistiche che sentiamo come espressione del nostro Sè. Attraverso queste deep skills siamo in grado di darci una prospettiva di noi nel futuro e di vivere e orientarci in una realtà instabile e complessa senza perdere il senso di integrità della nostra persona, mantenendo alta la fiducia nelle proprie qualità, coltivando verso il futuro aspettative concrete fondate su sentimenti di speranza e di ottimismo, più che sulla paura della loro mancata realizzazione. L’allenamento di queste abilità rinforza “il sistema neurofisiologico di ricerca di stimoli e di risorse modulato dall’eccitamento[2]. L’attivazione del sistema neurofisiologico responsabile della produzione di dopamina è fondamentale per la realizzazione dei nostri desideri. Sviluppiamo la capacità di visualizzare attraverso l’immaginazione le mete e gli scopi che orientano la nostra vita, i comportamenti e i pensieri  e le motivazioni sono quindi orientati al perseguire quelle immagini (i sogni nel cassetto), i nostri desiderata che ci fanno sentire interesse ed eccitazione soltanto immaginandoli.

Queste deep skills sono fondamentali per sviluppare la nostra agilità cognitiva, cioè la capacità di entrare e uscire con elasticità dagli schemi mentali con cui codifichiamo il mondo. I nostri pensieri sono agili, cambiano direzione facilmente, sono veloci nel seguire l’evoluzione della situazione presente.

Le deep skills realizzative sono fondamentali per sviluppare capacità di prendere decisioni in modo mirato, ma in situazioni di incertezza o con poche informazioni a disposizione.

Aumenta la capacità di tollerare condizioni di incertezza aumentando la propensione al rischio per cui riusciamo ad agire per trovare strade realizzative o aumentiamo la nostra iniziativa anche se gli ambienti lavorativi e di vita sono nebulosi. Le  deep skills realizzative aumentano la capacità di soluzione dei problemi complessi dove spesso le variabili da gestire sono opposte come tempo da dedicare al lavoro e alla vita privata, realizzazione dei propri sogni e necessità economiche e così via.

  • Allenamento delle deep skill di protezione dalle minacce caratterizzate dal provare paura e quindi attivare il monitoraggio e l’analisi delle condizioni ambientali al fine di evitare pericoli. Si tratta di deep skills anche esse fondamentali per la nostra vita buona. Attraverso la produzione di cortisolo e altri neurotrasmettitori aumentiamo la capacità di focalizzazione sul pericolo in modo snello e veloce. Il sistema neurofisiologico di protezione dalla minaccia attraverso l’attivazione dell’amigdala (una piccola parte del cervello) accende in noi emozioni difficili come ansia rabbia, tristezza, disgusto, che sono fondamentali anche esse per la sopravvivenza perché aumentano la capacità di discernere situazioni e persone e cose positive da situazioni o persone e cose negative e la tristezza in particolare ci riporta dentro noi stessi. Quando è attivo il sistema nerufisiologico di protezione dalla minaccia l’attenzione, il ragionamento e il comportamento, le motivazioni, l’immaginazione tendono a focalizzarsi sulla minaccia per poi trovare una strategia di attacco e di fuga. Questo sistema oltre ad essere responsabile della capacità di cogliere i pericoli reali, relazionali aumenta la capacità di saper aspettare il tempo propizio.

Il nostro obiettivo attraverso il percorso di introspezione psicologica è trovare l’equilibrio fra questi tra sistemi di regolazione neurofisiologica per incrementare sinergie virtuose tra tutti i sistemi di funzionamento neurofisiologico e indurre nel cervello modificazioni in grado di aiutarci a vivere bene il futuro così come si presenta.



[1] Gilbert, P. (2012), la terapia focalizzata sulla compassione. Franco Angeli

[2] Gilbert, P. (2012), la terapia focalizzata sulla compassione. Franco Angeli



[1] Nel 1998 il premio Nobel per la Medicina Eric Richard Kandel nel suo articolo “A New Intellectual Framework for Psychiatry” – pietra miliare per una visione unitiva della persona umana – forniva 5 grandi principi per una psichiatria biologica, in cui metteva in relazione la stretta interrelazione dinamica tra fattori genetici della persona ed situazioni ambientali nella genesi della malattia mentale.

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