Innanzi tutto che cosa sono le paure esistenziali?

Sono paure che ci informano dei pericoli  della nostra vita: si tratta della paura della morte, paura di perdere le persone amate, la paura del vuoto o meglio paura del nulla, in altri termini emerge la paura della nostra fragilità, del sentirsi in balia di forze più grandi di noi.

I pensieri catastrofici riguardano conseguenze negative di massima portata, i pensieri catastrofici quindi amplificano a loro volta lo stato di ansia.

Fenomeni imprevedibili come la diffusione del Coronavirus o eventi dolorosi importanti nella vita come la perdita di una persona cara, una separazione importante o la perdita del lavoro sono occasioni per confrontarsi con le nostre paure più ancestrali, i pensieri catastrofici alla base vissuti angoscianti, e spesso comportamenti irrazionali

Siamo abituati ad avere sempre tutto sotto controllo, a vivere in funzione di una “prevedibilità” illusoria e degli schemi con cui gestiamo la nostra vita, poi arriva un fenomeno che va oltre il nostro ordinario  modo di vivere, un fenomeno fuori controllo … ed ecco che le antiche paure esistenziali emergono dal profondo .. entrano di prepotenza nella nostra consapevolezza, generano i vissuti emotivi intensi e pensieri catastrofici, si agiscono spesso comportamenti disfunzionali per il proprio benessere e per quello degli altri.

E’ utile canalizzare le paure esistenziali e farle diventare energia per la nostra crescita psicologica.

Si tratta di emozioni profonde, nascoste tra le pieghe della nostra esistenza e a cui pensiamo poco in modo consapevole.

E’ intanto necessario approfittare di quello che ci accade per imparare ad conoscerle, accogliere e trovare il proprio  senso nella vita.

Si, perché la paura è comunque un allarme circa un pericolo in agguato, e la paura esistenziale ci avverte che per quanto noi si possa controllare il mondo che ci circonda l’imprevedibilità è in agguato, per quanto possiamo allungare la vita la morte è li che ci attende e non abbiamo tutto il tempo per dare alla nostra esistenza la dignità che merita.

Non riusciamo a godere di condizioni di  Benessere psicofisico nella nostra vita se lasciamo queste emozioni ancestrali nello sfondo della nostra esistenza evitando di attraversarle.

Da cosa ci accorgiamo che  siamo prigionieri delle nostre stesse emozioni esistenziali?

In realtà le paure esistenziali abitano dentro di noi sempre, perdiamo energie per tenere la nostra vita sotto controllo ed entriamo in ansia quando qualcosa non va come diciamo noi. Le paure ancestrali non elaborate comunque condizionano la nostra vita per esempio viviamo forme di ansia generalizzata, senso di disagio esistenziale, forme di ipocondria per cui un semplice sintomo (diagnosticato tale da un accertamento medico) è causa di morte

Insomma in assenza di pericoli reali siamo “spaventati” sempre in apprensione per qualcosa, o insoddisfatti di qualcosa.

  1. La prima cosa da fare è renderti conto che la paura è un’emozioni e come tutte le emozioni è utile, è un segnale importante. La paura non va allontanata ma interrogata.
  2. Poi prova a renderti conto se “vivi” ogni istante della tua giornata o se passi il tempo a fare delle cose, prova a chiederti se le tue scelte importanti, le tue reazioni agli stimoli quotidiani sono frutto del tuo qui ed ora o sono condizionate da antichi vissuti mai elaborati?
  3. Ancora prova a immaginare nuove priorità nella tua vita e vedi se questa fantasia già produce un senso di maggiore leggerezza.

Come dice Jung, padre della psicologia del profondo, tutto ciò che non conosci di te stesso, la vita te lo propone come destino.

 

 

 

 

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