Credo che sia cosa comune sapere che la felicità abita dentro di noi. Delegare completamente agli altri e alle circostanze il potere di renderci felici è come se rinunciassimo al ruolo di protagonista nel romanzo della nostra vita.

E allora dove abita la felicità?

felicitàLa felicità abita nella nostra mente. Perché dipende dal fatto che “giudichiamo” ciò che ci accade come giusto o sbagliato per noi, come buono o cattivo per noi, come bello o brutto.
Quando giudichiamo utilizziamo parametri di valutazione che abbiamo introiettato sin da piccoli e con cui interpretiamo la realtà.

Per esempio se abbiamo introiettato che commettere un errore è segno di mancanza di impegno o peggio di stupidità quando commettiamo un errore o ci fanno una critica viviamo questo momento come un momento profondamente negativo per noi.
Poi accade che comprendiamo la fallacia di certe deduzioni giudicanti ma comunque non troviamo la serenità, qualcosa ancora ci turba. Anche se sappiamo che è inutile prendersela in realtà nelle nostre emozioni non cambia nulla.

Allora scopriamo che la felicità abita nel nostro cuore, trova spazio tra le nostre emozioni.
Le Emozioni difficili come la vergona con il suo senso di inadeguatezza, la colpa con il suo senso di essere causa “del danno” , la rabbia con il suo vissuto pieno di risentimento verso se stessi per non essere abbastanza o verso gli altri per non essere come noi vorremmo che fossero, la tristezza con il suo senso di vuoto e di solitudine, la paura con il suo senso di ansia costante in realtà sono emozioni evitate, allontanate, scacciate, invece di essere abbracciate, conosciute e attraversate nonostante tutto.

A quel punto scopriamo che la felicità abita il nostro corpo!

Perché quando scegli di abbracciare un’emozione lo fai sentendo il dolore nel corpo, il peso sulle spalle, la contrazione del petto, lo stomaco che si contorce, la schiena che cede, le gambe che tremano, il respiro che si contrae. Sentire queste zone del corpo, e accoglierle con coraggio e permettere loro di esistere e di respirare è il viatico verso la felicità.

Quindi anziché rifiutare e criticarci per la nostra incapacità di reprimere e allontanare i momenti che non ci piacciono, possiamo scegliere di fare attenzione in modo consapevole e non giudicante proprio ai momenti che vorremmo rifiutare, evitare, cambiare o eliminare.
Essi sono per noi occasione di accogliere in modo compassionevole ciò che ci accade e incontrare noi stessi per quello che siamo.

Solo quando cediamo e accogliamo ciò che c’è dentro e fuori di noi al momento presente perché quello che c’è è quello che è e va bene così ci mettiamo nelle condizioni migliori per aprirci alla felicità e continuare il commino della nostra vita nella direzione desiderata.